Aggiornamenti in aritmologia
52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

L'ablazione transcatetere superiore ai farmaci nel trattamento della tachicardia ventricolare ricorrente


Dallo studio VANISH è emerso che l'ablazione transcatetere ha prodotto benefici in alcuni pazienti con infarto miocardico e con un defibrillatore impiantabile cardioverter ( ICD ) in misura maggiore rispetto ai farmaci antiaritmici.

I pazienti con cardiomiopatia ischemica e tachicardia ventricolare ricorrente, e con ICD, già in trattamento con un farmaco antiaritmico, hanno presentato un tasso più basso di tempesta di tachicardia ventricolare e shock appropriati da parte del defibrillatore cardioverter quando sottoposti ad ablazione transcatetere, rispetto alla terapia farmacologica intensificata.

Un totale di 259 pazienti sono stati assegnati in modo casuale ad ablazione ( n=132 ) oppure a intensificazione della terapia medica ( n=127 ).

Il periodo di follow-up è stato in media di 27.9 mesi.

Ai pazienti nel gruppo terapia medica è stato assegnato l’Amiodarone ( Cordarone ) se avevano assunto in precedenza un altro farmaco.
La Mexiletina è stata aggiunta se il paziente stava già ricevendo almeno 300 mg al giorno di Amiodarone.

L'endpoint primario era il composito di mortalità, tempesta di tachicardia ventricolare ( definita come tre o più episodi di tachicardia ventricolare entro 24 ore ) o shock appropriati da parte dell’ICD.

Il 59.9% dei pazienti nel gruppo ablazione ha incontrato l'endpoint primario contro il 68.5% nel gruppo terapia a crescente intensificazione.

Il tasso di esito primario era più basso nel gruppo ablazione ( hazard ratio, HR=0.72; IC 95%, 0.53-0.98 ).

Non sono state osservate differenze nel tasso di mortalità tra i due gruppi ( HR=0.96; IC 95%, 0.6-1.53 ).

Questa era una popolazione ad alto rischio, con il 50% di recidive di tachicardia ventricolare e del 25% di mortalità in 3 anni, con la maggior parte dei decessi dovuti a insufficienza cardiaca o a cause non-cardiache.
Questo potrebbe essere il motivo per cui non sono state osservate differenze di mortalità.

Gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati più frequenti tra i pazienti nel gruppo terapia medica a intensificazione crescente ( 51 vs 22; p = 0,002 ) e si sono verificati in un numero maggiore di pazienti ( 39 vs 20; p = 0,003 ). ( Xagena2016 )

Fonte: Heart Rhythm Society ( HRS ) Annual Meeting, 2016

Cardio2016 Farma2016


Indietro